Carolina.crd

Andrea Parodi
Carolina

DO                                  FA         DO
Il nome che si diede era Carolina
FA                          DO
Figlia di un minatore
           FA                  MI-                                 LA-
Tra i ricordi di ieri    nei suoi occhi così fieri
      SOL                                              FA       SOL   DO
Il tramonto specchiava il suo colore

Veniva da Alghero attraverso il mare
Diceva: “E’ mio padre che mi ha mandato
Il carbone era poco   per accendere il fuoco
E l’inverno nei cieli sarebbe arrivato”

Raccontava di venire in cerca di lavoro
Non credeva nel domani
Per una minestra da scaldare  e un letto dove stare
Avrebbe sporcato le sue mani

Ma i tempi erano duri Signore e il lavoro poco
Giù al molo si lasciava cadere
Non le chiesi come mai  quando la incontrai
Nella vecchia Genova a versare da bere

Mise via abbastanza per tornare a casa
Si chiedeva se era vero
Ma qualcuno giù al porto  le disse “Tuo padre è morto”
La voce veniva da Alghero

Vendeva le sue notti al buio dei carruggi
Rincorsa dal dolore
Quanto vino hai versato?  Quanti uomini hai baciato?
Senza mai cedere all’amore

La trovarono giù al porto, una sera di novembre
La credevano partita
Nella mano stringeva  un biglietto che diceva
Vecchia Genova, che Dio ti benedica

DO                                  FA         DO
Il nome che si diede era Carolina
FA                          DO
Figlia di un minatore
           FA                  MI-                                 LA-
Tra i ricordi di ieri    nei suoi occhi così fieri
      SOL                                              FA       SOL   DO
Il tramonto specchiava il suo colore