Canzone di notte n 3.pro

From: "Guido Menestrina" <gmenestr@tin.it>
Date: Thu, 11 Feb 1999 16:31:07 +0100

Scusate, ce l'avevo in mente e mi è venuta voglia di scriverla, senza controllare se c'era nell'Opera Omnia su Amos (che un paio di giorni fa non sono riuscito a scaricare per la lentezza di Xoom) Secondo me è un gran bel pezzo di Guccini Guido {t:Canzone di notte n°3} {st:Francesco Guccini} {comment:trascrizione di gmenestr@tin.it} Esist[E]enza che stai q[F#7]ui di c[B7]ontrabb[E]ando, come un la[A]dro, sempre pronta per fugg[E]ire, ogni et[F#m6/D#]à chiude in sé i cri[G#7]smi dello sba[C#m]ndo, [G#7]sbaglio e intui[A]re, coi suoi gio[E]chi di cara[G#7]mbola e rima[C#7]ndo, prendere e offri[F#7]re, [B7]ma si mu[E]oia solo un p[A]o' di qua[B7]ndo in qua[E]ndo, e sia a po[C]co a poco che si va a mor[B7]ire. Ogni gi[E]orno è un altro gio[F#7]rno re[B7]gala[E]to, ogni no[A]tte è un buco nero da riempi[E]re, ma, per qua[F#m6/D#]nto non l'ho m[G#7]ai visto colma[C#m]to [G#7](così per di[A]re), resta s[E]olo l'urlo so[G#7]lito grid[C#]ato: tentare e agi[F#7]re, [B7]ma si pia[E]nga solo un p[A]o' perch[B7]é è pecc[E]ato, e si ri[C]da poi sul co[B7]me va a fini[A]re.[E] [G][A][E][E][G][A][E][E] Lo capisco se mi prendi per le mele, ma ci passo sopra: gioco e non mi arrendo, ogni giorno riapro i vetri e alzo le vele, se posso prendo. Quando perdo non sto lì a mandar giù fiele, e non mi svendo. Perché perdere ogni tanto ci ha il suo miele, e se dicono che vinco stan mentendo... Perché quelle poche volte che busso a bastoni mi rispondono con spade o con denari, la ragione diamo, e il vincere, ai coglioni, oppure ai bari; resteremo sempre a un passo dai campioni (tredici è pari); ma si perda perché siam tre volte buoni, e si vinca solo in sogni straordinari. Ah, quei sogni, ah quelle forze del destino che chi conta spingerebbe a rinnegare, ci hanno detto di non fare più casino (non disturbare); canteremo solo in modo clandestino, senza vociare, poi ghignando ce ne andremo pian pianino, per sederci lungo il fiume ad aspettare. Quello che mi gira in testa questa notte son tornato, incerta amica, a riferire; noi immergenti, noi con fedi ed ossa rotte, lasciamo dire, ne abbiam visti geni e maghi uscire a frotte per scomparir; noi se si muore solo un po', chi se ne fotte, ma sia molto tardi che si va a dormire...