Il fischio del vapore (album non completo).crd

IL FISCHIO DEL VAPORE - ALBUM (non completo)
Francesco De Gregori - Giovanna Marini

trascrizioni raccolte dal sito http://www.ildeposito.org
da CHIODOSKY (chiodosky@hotmail.com)


Sento il fischio del vapore (solo testo) Sento il fischio del vapore, l'è il mio amore che 'l va via, Sento il fischio del vapore, l'è il mio amore che 'l va via, e l'è partito per l'Albania, chissà quando ritornerà! e l'è partito per l'Albania, chissà quando ritornerà! Ritornerà sta primavera con la spada insanguinata; e se mi trova già maritata, oh che pena, oh che dolor! Oh che pena, oh che dolore, che brutta bestia è mai l'amore! Starò piuttosto senza mangiare, ma l'amore lo voglio far. Lo voglio far mattina e sera finchè vien la primavera; la primavera è ritornata, ma il amore m'ha abbandonà. Mi hanno rinchiuso in un convento e mi han tagliato i miei capelli; ed eran biondi e ricci e belli, m'han tagliato le mie beltà
O Venezia Anno: 1848-49 Do Sol7 O Venezia che sei la più bella Do E te di Mantova che sei la più forte Sol7 Gira l’acqua d’intorno alle porte Do Sarà difficile poterti pigliar O Venezia ti vuoi maritare Ma per marito ti daremo Ancona E per dote le chiavi di Roma E per anello le onde del mar Un bel giorno entrando in Venezia Vedevo il sangue scorreva per terra E i feriti sul campo di guerra E tutto il popolo gridava pietà
L'attentato a Togliatti Autore: Marino Piazza Anno: 1948 Re Alle ore undici del quattordici luglio La7 dalla Camera usciva Togliatti, quattro colpi gli furono sparati Re da uno studente vile e senza cuor. L'onorevole, a terra colpito, soccorso venne immediatamente, grida e lutto ovunque si sente, corron subito deputati e dottor. L'assassino è stato arrestato dai carabinieri di Montecitorio e davanti all'interrogatorio ha confessato dicendo così: "«Già da tempo io meditavo di riuscire a questo delitto, appartengo a nessun partito, è uno scopo mio personal"». Rita Montagnana, che è al Senato, coi dottori e tutto il personale, han condotto il marito all'ospedale sottoposto alla operazion. L'onorato chirurgo Valdoni, con i ferri che sa adoperare, ha saputo la pallottola levare e la vita potergli serbare. Il gesto insano, brutale e crudele al deputato dei lavoratori, protestino contro gli attentatori della pace e della libertà . L'onorevole Togliatti auguriamo che ben presto ritorni al suo posto, a difendere il paese nostro, l'interesse di noi lavorator.
I treni per Reggio Calabria Autore: Giovanna Marini Anno: 1975 Andavano col treno giù nel meridione per fare una grande manifestazione il ventidue d'ottobre del settantadue in curva il treno che pareva un balcone quei balconi con la coperta per la processione il treno era coperto di bandiere rosse slogans, cartelli e scritte a mano da Roma Ostiense mille e duecento operai vecchi, giovani e donne con i bastoni e le bandierearrotolati portati tutti a mazzo sulle spalle Il treno parte e pare un incrociatore tutti cantano bandiera rossa dopo venti minuti che siamo in cammino si ferma e non vuole più partire si parla di una bomba sulla ferrovia il treno torna alla stazione tutti corrono coi megafoni in mano richiamano "andiamo via Cassino compagni da qui a Reggio è tutto un campo minato, chi vuole si rimetta in cammino" dopo un'ora quel treno che pareva un balcone ha ripreso la sua processione anche a Cassino la linea è saltata siamo tutti attaccati al finestrino Roma ostiense Cisterna Roma termini Cassino adesso siamo a Roma tiburtino Il treno di Bologna è saltato a Priverno è una notte una notte d'inferno i feriti tutti sono ripartiti caricati sopra un altro treno funzionari responsabili sindacalisti sdraiati sulle reti dei bagagli per scrutare meglio la massicciata si sono tutti addormentati dormono dormono profondamente sopra le bombe non sentono più niente l'importante adesso è di essere partiti ma i giovani hanno gli occhi spalancati vanno in giro tutti eccitati mentre i vecchi sono stremati dormono dormono profondamente sopra le bombe non sentono più niente famiglie intere a tre generazioni son venute tutte insieme da Torino vanno dai parenti fanno una dimostrazione dal treno non è sceso nessuno la vecchia e la figlia alle rifiniture il marito alla verniciatura la figlia della figlia alle tappezzerie stanno in viaggio ormai da più di venti ore aspettano seduti sereni e contenti sopra le bombe non gliene importa niente aspettano che è tutta una vita che stanno ad aspettare per un certificato mattinate intere anni e anni per due soldi di pensione erano venti treni più forti del tritolo guardare quelle facce bastava solo con la notte le stelle e con la luna i binari stanno luccicanti mai guardati con tanta attenzione e camminato sulle traversine mai individuata una regione dai sassi della massicciata dalle chine di erba sulla vallata dai buchi che fanno entrare il mare piano piano a passo d'uomo pareva che il treno si facesse portare tirato per le briglie come un cavallo tirato dal suo padrone a Napoli la galleria illuminata bassa e sfasciata con la fermata il treno che pareva un balcone qualcuno vuol salire attenzione non fate salire nessuno può essere una provocazione si sporgono coi megafoni in mano e un piede sullo scalino e gridano gridano quello che hanno in mente solo comizi la gente sente ora passa la notte e con la luce la ferrovia è tutta popolata contadini e pastori che l'hanno sorvegliata col gregge sparpagliato la Calabria ci passa sotto i piedi ci passa dal tetto di una casa una signora grassa fa le corna e alza una mano e un gruppo di bambini ci guardano passare e fanno il saluto romano Ormai siamo a Reggio e la stazione è tutta nera di gente domani chiuso tutto in segno di lutto ha detto Ciccio Franco "a sbarre" e alla mattina c'era la paura e il corteo non riusciva a partire ma gli operai di Reggio sono andati in testa e il corteo si è mosso improvvisamente è partito a punta come un grosso serpente con la testa corazzata i cartelli schierati lateralmente l'avevano tutto fasciato volavano sassi e provocazioni ma nessuno s'è neppure voltato gli operai dell'Emilia-Romagna guardavano con occhi stupiti i metalmeccanici di Torino e Milano puntavano in avanti tenendosi per mano le voci rompevano il silenzio e nelle pause si sentiva il mare il silenzio di qulli fermi che stavano a guardare e ogni tanto dalle vie laerali si vedevano sassi volare e alla sera Reggio era trasformata pareva una giornata di mercato quanti abbracci e quanta commozione il nord è arrivato nel meridione e alla sera Reggio era trasformata pareva una giornata di mercato quanti abbracci e quanta commozione gli operai hanno dato una dimostrazione
Nina ti te ricordi Fa Do Fa Nina ti te ricordi Do Fa Fa7 quanto che gavemo messo Sib Do7 Re- a andar su 'sto toco de leto Si- Do Fa insieme a far a l'amor. Sie ani a far i morosi a strenserla franco su franco e mi che sero stanco ma no te volevo tocar. To mare che brontolava «Quando che se sposemo»; el prete che racomandava che no se doveva pecar. E dopo se semo sposai che quasi no ghe credeva te giuro che a mi me pareva parfin che fusse un pecà. Adesso ti speti un fio e ancuo la vita xe dura a volte me ciapa la paura de aver dopo tanto sbaglià. Amarse no xe no un pecato, ma ancuo el xe un lusso de pochi e intanti ti Nina te speti e mi so disocupà. E intanto ti Nina te speti e mi so disocupà.
Sacco e Vanzetti Fa Il ventidue d'agosto Do7 a Boston in America Sacco e Vanzetti Fa sopra la sedia elettrica Sib e con un colpo Fa di elettricità Do7 all'altro mondo Fa li vollero mandar. Circa le undici e mezzo giudici e la gran corte entran poi tutti quanti nella cella della morte «Saccei e Vanzetti state a sentir dite se avete da raccontar». Sacco e Vanzetti tranquilli e sereni «Noi siamo innocenti aprite le galere». E Ior risposero «Non c'è pietà voi alla morte dovete andar». Entra poi nella cella il bravo confessore domanda a tutti e due la santa religione. Sacco e Vanzetti con grande espressione «Noi moriremo senza religion». E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza «Siano pure di qualunque nazion noi li uccidiamo con gran ragion». «Addio moglie e figlio a te sorella cara. E noi per tutti e due c'è pronta già la bara. Addio amici, in cuor la fe', viva l'Italia e abbasso il re. Addio amici, in cuor la fe', viva l'Italia e abbasso il re.
Donna lombarda di Gualtieri Amami me che sono re non posso amarti tengo marì Tuo marito fallo morire t’insegnerò come devi far Vai nell’orto del tuo buon padre taglia la testa di un serpentin Prima la tagli e poi la schiacci e poi la metti dentro nel vin Ritorna a casa il marì dai campi Donna Lombarda oh che gran sé Bevilo bianco bevilo nero bevilo pure come vuoi tu Cos’è sto vino così giallino sarà l’avanzo di ieri ser Ma un bambino di pochi mesi sta nella culla e vuole parlar O caro padre non ber quel vino Donna Lombarda l’avvelenò Bevilo tu o Donna Lombarda tu lo berrai e poi morirai E per amore del Re di Spagna io lo berrò e poi morirò La prima goccia che lei beveva lei malediva il suo bambin Seconda goccia che lei beveva lei malediva il suo marì
Il feroce monarchico Bava Sol Do Sol Alle grida strazianti e dolenti Re7 Sol Di una folla che pan domandava, Do Sol Il feroce monarchico Bava Re7 Sol Gli affamati col piombo sfamò. Furon mille i caduti innocenti Sotto il fuoco degli armati caini E al furor dei soldati assassini: "Morte ai vili!", la plebe gridò. Deh, non rider, sabauda marmaglia: Se il fucile ha domato i ribelli, Se i fratelli hanno ucciso i fratelli, Sul tuo capo quel sangue cadrà. La panciuta caterva dei ladri, Dopo avervi ogni bene usurpato, La lor sete ha di sangue saziato In quel giorno nefasto e feral. Su, piangete mestissime madri, Quando scura discende la sera, Per i figli gettati in galera, In quel giorno nefasto e feral. Su, piangete mestissime madri, Quando scura discende la sera, Per i figli gettati in galera, Per gli uccisi dal piombo fatal.
Saluteremo il signor padrone Re La7 Saluteremo il signor padrone Re Per il male che ci ha fatto La7 Che ci ha sempre maltrattato Re Fino all’ultimo momen’ Saluteremo il signor padrone Per la sua risera neta Pochi soldi in la casseta Ed i debiti a pagar Re Macchinista macchinista faccia sporca La7 Metti l’olio nei stantuffi Di risaia siamo stufi Re Di risaia siamo stufi Macchinista macchinista faccia sporca Metti l’olio nei stantuffi Di risaia siamo stufi A casa nostra vogliamo andar Con un piede con un piede sulla staffa E quell’altro sul vagone Ti saluto cappellone Ti saluto cappellone Con un piede con un piede sulla staffa E quell’altro sul vagone Ti saluto cappellone