Carne di pappagallo.crd

CARNE DI PAPPAGALLO
(De Gregori-Miramare 19.4.89)

Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne pił, signor padrone signor padrone. Quando
fa        do                sol           do                              sol

il giallo di questo sole, di questa festa di melone, quando il giallo di questo sole
   fa               do              sol       do               fa                do

diventerą arancione. Quando arriverą la sera dietro ai tuoi tacchi di padrone, signor
          sol               fa           mi-                re-        do

padrone, signor padrone non ne vogliamo mangiare pił, signor padrone signor padrone non
fa              do             sol               do            fa            do

ne vogliamo mangiare pił. Tutta la vita lasciata andare, tutta la vita signor padrone,
   sol              do              fa           do               sol          do

dietro a queste traversine, da non vederne pił l'inizio ma non ancora la fine, tutta la
                 sol               fa           do            sol        do

vita senza nessuna destinazione. Quando la rabbia e la preghiera diventeranno ragione,
fa          do       sol                   fa          mi-          fa         do

signor padrone signor padrone non ne vogliamo mangiare pił.
       fa               do            sol            do

L'ho visto bene con i miei occhi venire gił dal cielo, un angelo di metallo che pareva
            fa            sol           do      fa         la-      do      sib

vero. E una ragazza con il guinzaglio e un collare d'argento e ho sentito con le mie
sol          fa             sol             do        fa         la-

orecchie contare fino a cento.
do       sib            sol

E allora signor padrone non ne vogliamo mangiare pił, signor padrone, signor padrone non fa              do              sol             do           fa              do

ne vogliamo mangiare pił. Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne pił, signor
   sol               do   fa         do           sol               do

padrone, signor padrone. Quando il rosso di questo sole, di questa scheggia di mattone,
                sol                fa              do                sol       do

quando il rosso di questo sole diventerą marrone. Quando il legno di questa foresta
          fa              do              sol                fa             mi-

diventerą carbone, signor padrone, signor padrone, non ne vogliamo mangiare pił.
  re-      do             fa              do              sol               do

L'ho visto bene con i miei occhi scendere gił dal cielo ed esplodere senza suono come
          fa               sol             do       fa       la-           do    sib

se fosse vero. E dividersi questa pianura, fra stelle e scintille, e l'ho sentita con
         sol        fa             sol           do      fa               la-

le mie orecchie, contare fino a mille.
      do        sib             sol

E allora signor padrone non ne vogliamo mangiare pił, signor padrone, signor padrone non    fa            do            sol                 do          fa             do

ne vogliamo mangiare pił.
   sol               do