A portata di mano.crd

A PORTATA DI MANO – LUCIO BATTISTI    www.francopistoni.it

Dicendo abbiamo tempo ci giri intorno stemperi e riempi come dire
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centotre vasetti,               di liquido con colore diluito che certamente
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è meno previdente di una conservazione, che alimenti tutti i suoi
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seguenti spunti di appetito.   Sono fluidi a vedersi c’è un piacere
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anche perché qualcosa si nota che manca e se ci fosse è come non avesse
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nome. Abbiamo tutto il tempo. E poi il discorso prende una piega
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architettonica nell’aria con le mani, si collega ai pianti rampicanti
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all’euforia da giardino          ai pensili ec-citanti. All’ornamentale
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destino. E tutto il tempo è vicino a portata di mano,       sul tavolino
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sul ripiano    su quanto ti è più ca-ro. Ma se cominciassimo che ne dici
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se entrassimo nel vivo, oltre la porta ora le saliamo a perpendicolo la
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scala che nel muro si avvita. L’umido nella parete nella mano s’asciuga
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sempre più, parete che d’acciughe sale su nella rete in muratura. Saliamo
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i gradini con le punte e pure sconoscendo se calziamo un’epoca, una
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storia, una leggenda     in cui calati, risalendo siamo. E l’anta si
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spalanca.   Dicendo abbiamo tempo tu intendevi dire il contrario vedevi
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necessario che quanto vai inventando oggi, non te lo ritrovassi sempre
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vivido tra i piedi tale e quale esatto nel reale, con i particolari
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talmente precisi un domani da non credere che i fatti siano intrisi
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di te così profondamente. Così come com’è vero avvengano in assenza di
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qualsiasi sostanza. Volevi invece dire   prendi il tempo con me    un po’
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interrogativa, mentre la mano offriva   abbiamo tutto il tempo    aroma
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 di caffè.   RE   MIm   LA   SIm   SOL   LA   MIm7  LA  RE7+/9